In collaborazione con Ideattivamente

Robot, una parola oramai quasi abusata. Dai robot da cucina fino a macchine con sembianze umane che scorrazzano in giro per le nostre città. Qualcuno azzarda persino di parlare di robotica educativa, ovvero utilizzare i robot a scuola.

Il termine robotica è entrato a far parte in maniera prepotente nel lessico di tutti i giorni. Oggetti casalinghi, grandi impianti industriali, agricoltura, medicina, scuola. Sono sempre di più gli ambiti di applicazione e nuovi dispositivi vengono lanciati ogni giorno sul mercato.
Anche a scuola compaiono i primi robot e molti corsi di robotica educativa. Ragazzi e ragazze rimangano spesso sorpresi dal vedersi dire: “ok oggi programmiamo un robot”, oppure “oggi usiamo il robot per raccontare una storia”. Difficile immaginarsi una professoressa di italiano entrare in classe con un robot. Ma invece questo è già possibile e diventerà sempre di più la normalità.

Grazie alla robotica educativa possiamo infatti costruire qualcosa, possiamo inventare, creare, immaginare, collaborando con i nostri compagni di classe. Prendiamo dimestichezza con materiali da costruzione ma anche con componenti elettrici e elettronici. Iniziamo a valutare, mediare, stimare in un percorso didattico che ci porta a stimolare costantemente la risoluzione di problemi complessi. Ci porta a vedere le stesse cose da punti di vista differenti, ci porta ad analizzare un testo per aiutare il protagonista a risolvere il suo problema, costruendogli magari un robot inventato da noi. Ci porta a riscrivere il finale della storia, dal nostro punto di vista.

Nella robotica troviamo spesso anche la parola coding ovvero la programmazione, il codice. Al robot dobbiamo far capire cosa deve fare, dobbiamo parlargli. Per fare questo abbiamo bisogno di imparare la sua lingua, il codice appunto, un po’ come se fosse un linguaggio in codice come dei veri e propri agenti segreti. Dobbiamo quindi capire quale è la missione da affidare al nostro robot e tradurla in azioni semplici, che grazie al codice possiamo dire al nostro robot e verificare che lui faccia esattamente quello che gli è stato detto. Altrimenti si ricomincia, si sperimenta un’altra soluzione sempre insieme ai compagni del proprio team. Un gioco divertente e stimolante e nel quale possiamo utilizzare tablet e computer per guidare dei veri e propri robot.

Sapevate che anche LEGO® ha tanti robot, fatti di mattoncini da poter utilizzare a scuola? Ebbene sì, le prime sperimentazioni in tale ambito risalgono agli anni 80 quando proprio Lego insieme al MIT- Massachusetts Institute of Technology (una delle più importanti università di ricerca del mondo) misero a punto i primi robot della serie Mindstorm, che ancora oggi possiamo utilizzare in tantissime scuole per attività didattiche.

Buon coding a tutti!